Un’antica dimora si fa scorcio di storia italiana ed europea

La recensione di Luca Saltini, del inquietogirovago.ch, su L’Osservatore magazine (Testata online di approfondimento di temi culturali, economici e scientifici) su una dei miei ultimi romanzi: L’isola infinita La villa dei mostri (isolainfinita.it)

“A fine Settecento, il Principe di Palagonia fece costruire una villa nei pressi di Palermo, a Bagheria, cittadina oggi famosa per aver dato i natali a Giuseppe Tornatore e per essere stata da lui ritratta nel film Baarìa. In passato, la villa stessa costituiva invece ragione di notorietà per il borgo,
tanto da essere visitata addirittura da Goethe. Il poeta tedesco ne parlò nel suo Viaggio in Italia e ne evocò un gruppo di statue mostruose ne La notte di Valpurga del Faust, facendole assurgere a puro esempio di demoniaco
e caotico romantico. In effetti, la particolarità dell’edificio sono proprio le sue statue, un complesso di quasi un centinaio di figure mostruose che sovrasta il muro di cinta della proprietà, realizzate da un discendente del Principe di Palagonia chiamato addirittura “il negromante”.

Viste le premesse, non sorprendono le leggende nere legate all’edificio e il suo stesso appellativo, coniato dai bagheresi: Villa dei mostri. Al di là del nome, il luogo ospitò invece persone sagge e, a fine Ottocento, venne acquistato dalla famiglia Castronovo che ne fece la sua dimora. I nuovi arrivati costituivano una colorata tribù di buoni borghesi palermitani, con medici,giuristi, musicisti, studiosi di storia locale, molti figli e nipoti, più o meno eccentrici.

Da questi elementi ben conosciuti – perché si tratta della famiglia paterna – Ruggero D’Alessandro ha tratto un gustosissimo romanzo intitolato appunto La villa dei mostri (Mimesis, Milano 2020), un affresco con numerosi personaggi che permettono all’autore di raccontare uno scorcio di Italia – ma anche di Europa – tra fine Ottocento e vigilia della grande crisi economica del 1929.

Le figure di questo romanzo, in parte esistite, in parte inventate, quasi sempre ritratte in situazioni di fantasia, sono testimoni dei grandi snodi dell’epoca, del trapasso dall’Italietta giolittiana alla Grande Guerra, fino all’avvento del fascismo. L’autore infatti riesce a creare un efficace intreccio tra le piccole e spassose vicende dei vari personaggi e la grande Storia che ricrea sotto i nostri occhi di lettori un tempo scomparso,
vivo, con i suoi mille colori.

Il legante della narrazione è la figura di Vittorio, prima un bambino e poi un ragazzo, che conosce i miti dell’infanzia nel mondo misterioso della villa e diventa adolescente sotto gli sguardi di figure in grado di aiutarlo a farsi uomo, da quella del padre medico,a quella della madre, ai fratelli, all’eccentrico zio. La narrazione si distende in modo felice di pagina in pagina, in un’esplosione di tanti piccoli ritratti che accompagnano la vita di Vittorio come tante luci, anche se non mancano nel libro momenti altamente drammatici.

Il volume è il primo di una tetralogia – L’isola infinita – in uscita con Mimesis tra questo e il prossimo anno, che accompagnerà Vittorio fino all’età adulta, completando l’affresco sull’Italia del secolo scorso fino
al dopoguerra e al boom economico degli anni Cinquanta. L’opera è arricchita da un sito interamente dedicato (www.isolainfinita.it) dove è possibile trovare brani del testo oltre che notizie sulla villa e sul
suo pirotecnico mondo. Una saga familiare, con ironia e gusto per la Storia.”

Luca Saltini